Mercati e consumo


Canada – consumo e mercato del vino, dati 2016/17

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Anche nel 2017 il mercato canadese continua a mostrare una crescita sana e costante del mercato del vino. Le vendite di vino annue per l’anno terminante marzo 2017 sono cresciute del 3% con un +2% in volume e 1% in prezzo mix. Le tendenze chiave di questo mercato moderno ed evoluto (basti pensare che stiamo parlando di un valore medio al dettaglio di 14 dollari canadesi al litro, che sono circa 9 euro) restano quelle degli anni scorsi: il vino cresce in proporzione al resto delle bevande alcoliche, all’interno del segmento le categorie vincenti sono gli spumanti e, in minor misura, vini bianchi e rosati. Anche se i vini rossi sono oltre la metà del totale consumato (a valore e volume), di questo passo in un paio d’anni potrebbero scendere sotto il 50%. Passiamo all’analisi dei dati.

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Nuova Zelanda – produzione e consumo di vino – aggiornamento 2018

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La Nuova Zelanda non smette di sorprendere per la dinamicità dei viticoltori e della locale organizzazione “New Zealand Winegrowers inc” (da cui prendiamo il rapporto). Di fronte a un governo locale che decide di alzare pesantemente il reddito minimo (a 9 euro oggi ma oltre 10 euro nel giro di tre anni) per esempio, questa associazione che raggruppa tutte le 700 wineries del paese cerca nuovi sentieri di sviluppo, si fa domande e indaga per trovare delle nuove opportunità. Se leggete il rapporto 2018 trovate una ampia sezione sul turismo del vino locale, che sta esplodendo in questi anni. Non troverete grafici sul tema, ma sappiate che il 27% dei turisti internazionali accolti dal paese visitano una cantina. Questi turisti spendono il 52% in più della media e stanno sei giorni più a lungo degli altri. Che bel biglietto da visita per andare dalle autorità governative a “spiegare” le esternalità positive del settore e farsi aiutare! Magari fosse possibile anche in Italia. Quando lo faccio notare agli addetti ai lavori mi dicono forse giustamente che l’Italia del vino è uguale 20 Nuove Zelande. Troppo.

Fatta questa premessa e venendo a noi, i dati della Nuova Zelanda sono in sviluppo, anche se la scarsa vendemmia 2017 ha stoppato la crescita delle esportazioni (qui calcolate sui 12 mesi terminati a giugno 2018). Ci sono 20 cantine in più del 2017 e si stima circa 1000 ettari in più, 38mila ormai, e la “specializzazione” per vitigni fa un altro passettino in avanti. La produzione di uva 2018 è tornata sopra la soglia di 4 milioni di tonnellate dopo un brutto 2017, ma come dice il rapporto è inferiori alle previsioni iniziali che erano decisamente migliori. Passiamo a dare un’occhiata ai numeri.

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Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2017

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Prosecco e Conegliano Valdobbiadene sono ormai un fenomeno da 1 miliardo di euro. Lo dice questa elaborazione che quest’anno faccio in ritardo, la quale incrocia i dati produttivi della vendemmia 2016 come pubblicati da Federdoc (ahime siamo fermi ancora lì) con le rilevazioni di prezzi medi fatte da ISMEA, di cui abbiamo discusso qualche mese fa, relativi all’anno successivo, il 2017. In questa rilevazione, a differenza del passato, ci siamo focalizzati su un numero inferiore di denominazioni, le 20-21 che esprimono un valore superiore a 20 milioni di euro (manca l’Amarone, di cui Federdoc non produce dati di volume da ormai due anni a questa parte) e che insieme hanno raggiunto un valore della produzione di poco superiore a 2 miliardi di euro. Che conclusioni si possono trarre? Beh, il 2016/17 è stato un anno di consolidamento, in altri termini si cresce ancora ma a un tasso inferiore ai precedenti. Anzi, se si toglie il fenomeno Prosecco/Valdobbiadene potremmo dire che la combinazione di volumi leggermente inferiori e prezzi leggermente superiori ha prodotto per questa ventina di DOC più rappresentative un valore in euro stabile rispetto alla combinazione di dati precedenti. Passiamo all’analisi dei dati.

NB i valori in tabella in italico sono stimati, in quanto uno o entrambi i due dati (prezzi e volumi) sono mancanti e quindi sono stati utilizzati quelli dell’anno precedente.

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L’andamento degli indici Liv-ex e il confronto con i mercati azionari – aggiornamento 2018

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Le rilevazioni mensili di Liv-Ex sui prezzi di mercato dei grandi vini del mondo dicono, come c’era da aspettarsi guardando i dati delle esportazioni francesi, che il grande vincitore di questi anni è la Borgogna. I prezzi in Euro dei grandi vini di questa regione (150 referenze) sono cresciuti del 14% quest’anno fino a luglio, dopo essere balzati del 14% nel 2017 e del 10% nel 2016. Meno positivo appare l’andamento recente delle altre categorie: l’Indice Liv-Ex 1000, che ha dentro tutto, cresce comunque del 5% quest’anno dopo il +5% del 2017. I vini italiani in questo contesto stanno perdendo qualche colpo, nel 2018 sono stabili, dopo un buon andamento (+7%) nel 2017. Fatto 100 il prezzo dei vini nel 2003, i vini di Borgogna oggi costano 508 (in sterline), lo Champagne 377, i vini di Bordeaux 312 mentre quelli italiani 277. Andiamo dunque a commentare questi dati, che stanno peraltro diventando di sempre più difficile reperibilità vista la crescente “gelosia” di Liv-Ev, che mi obbliga a fare delle ricerche piuttosto lunghe!

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2017

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Devo dire che essere in volo verso San Francisco e la Napa Valley conferisce un bel contesto per scrivere di questo argomento, cioè l’andamento del primo mercato mondiale per il vino, gli USA. Nel 2017 secondo i dati di Wine Institute si sono consumati 36.3 milioni di ettolitri di vino per un valore di 62 miliardi di dollari. L’andamento resta positivo ma è un po’ meno marcato degli anni scorsi. Viene alimentato, come intelligentemente nota l’istituto, dalla crescita demografica degli americani che entrano nella “drinking age” che è di circa 1 punto percentuale all’anno, a un quasi impercettibile incremento della penetrazione del consumo che regala un altro punticino, per arrivare al 2%. Ci sono poi altri due punti di prezzo-mix che portano al 4% medio degli ultimi 5 anni. E’ interessante notare come tra i fattori che aiutano il prezzo mix sia menzionata la vendita diretta e le sale di degustazione che hanno raggiunto in USA 2.7 mililardi di dollari dei 62 totali e 5.8 milioni di casse di vino… tanto, soprattutto perché dividendo esce 51 dollari alla bottiglia! Ragazzi che business che fanno… e tra 48 ore sarò anche io vittima di uno di questi, St Supery. Vi racconterò a tempo debito. Passiamo ai dati.

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