Toscana – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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La regione è importante ma i numeri sono così univoci che lasciano poco spazio al commento, che sarà forzatamente corto (mi concedo una “vacanza”). Dunque, stiamo parlando dei vitigni coltivati in Toscana, come riportati dal censimento ISTAT 2010, e stiamo parlando di ettari DOC e non DOC. Dei 59839 ettari coltivati nella regione 38mila sono di Sangiovese qui potrei fermarmi. Vado avanti perchè qualcosa da dire sui vitigni internazionali in effetti ci sarebbe…

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  • Il Sangiovese domina in lungo e in largo, essendo il principale vitigno in tutte le province di una certa rilevanza vinicola, salvo in una, Livorno, dove regna incontrastato il Cabernet Sauvignon. Il Sangiovese si coltiva su 38mila ettari, il 64% della superficie totale, percentuale che sale al 75% se si fa la proporzione soltanto sulle superfici DOC.
  • Se restringiamo il discorso alle DOC, 12mila ettari sono in provincia di Siena, 11mila a Firenze e i rimanenti sono principalmente concentrati a Grosseto e Arezzo.
  • Dopo il Sangiovese c’è l’altro autoctono per eccellenza, il Trebbiano Toscano, dove però i numeri fanno impallidire, trattandosi di “soltanto” 3mila ettari, il 5% della superficie regionale.
  • Dopo questi due vitigni ci sono gli internazionali, Cabernet Sauvignon e Merlot, a 2500 e 2800 ettari rispettivamente, insieme a rappresentare quasi il 10% della superficie vitata regionale. Mentre il Merlot trova in provincia di Siena la sua provincia di riferimento, come dicevamo il Cabernet Sauvignon funziona in provincia di Livorno, direi come conseguenza della DOC Bolgheri.
  • Altri vitigni autoctoni relativamente famosi come il Canaiolo, la Malvasia, il Vermentino, la Vernaccia di San Giminiano, sono tutti tra i 500 e i 1000 ettari.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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